Prosegue la raccolta firme per "L'Italia sono anch'io"
Domani il 4° D-Day nazionale per la raccolta firme
Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI):
"Gli immigrati non possono essere tenuti a margine del 'patto' di cittadinanza"
ROMA, 20 gennaio 2012 (NEV-CS01) - "Il diritto ad ottenere la cittadinanza italiana attraverso procedure più snelle, trasparenti e rispettose della realtà di fatto, e il diritto a partecipare alle consultazioni elettorali locali sono un salto di qualità della democrazia italiana nel suo complesso, non una 'mano tesa' all'immigrato". Lo ha dichiarato il pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), alla vigilia del 4° D-Day per la raccolta firme a favore della Campagna nazionale "L'Italia sono anch'io", di cui la FCEI è promotore insieme ad altre 19 associazioni e istituzioni. "E' questo che sosteniamo mentre raccogliamo le firme, e che abbiamo voluto rappresentare anche davanti al Presidente della Repubblica - ha proseguito Aquilante -. Gli immigrati che si sono stabilmente inseriti nel contesto di vita italiano non possono essere tenuti ai margini del 'patto' di cittadinanza che tiene insieme la nazione, così come non può esserlo qualsiasi altra minoranza".