I battisti

Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Equomanuale nel web

Un progetto del Dipartimento di Teologia dell'Unione Cristiana Evangelica Battista e della Commissione per l'Ambiente e la Globalizzazione della Federazione delle Chiese Evangeliche

La strada nella quale sono cresciuto era una strada senza uscita. Ogni giorno, dopo pranzo, vi entrava la macchina del gelataio che agitando un campanellino attirava l'attenzione sulla sua bottega ambulante che si fermava di fronte a casa nostra. Erano gli anni sessanta e mi ricordo l'infantile delusione quando da dietro le tende vedevo il gelataio mettere in moto, senza aver potuto approfittare della sua offerta. Noi allora, un cono con due gusti, ce lo potevamo permettere soltanto una settimana sì e una no. Oggi le cose sono cambiate e posso scendere giù a comprarmi un gelato, o anche un'intera torta gelato, a qualsiasi ora del giorno o della notte. Questo non vale soltanto per il gelato, ma per molti beni di consumo. Stranamente però persiste in me un leggero senso di delusione anche dopo che ho potuto soddisfare molti dei miei desideri materiali. “I soldi non fanno la felicità” è una saggezza popolare che ormai ha ricevuto tanto sostegno da parte di autorevolissime istituzioni economiche. Per una grande parte della popolazione, però, i soldi non sono una questione di gelato settimanale, ma della razione alimentare giornaliera necessaria alla sopravvivenza. L'equomanuale indaga sulla relazione tra l'insoddisfazione di fronte all'offerta di beni di consumo e la disperazione causata dalla loro completa assenza.

Che cos'è?

Il titolo del progetto è Equo-manuale. Proposte per mettere mano ad un sistema economico segnato dalla disuguaglianza. Equo-manuale è una parola composta dai termini "equità" e "manuale". L'intenzione del progetto è di informare con parole comprensibili su alcuni meccanismi dell'economia che sono andati fuori controllo e producono nel mondo uno squilibrio di beni e risorse che negli ultimi anni si è accentuato drammaticamente. Ha fatto il giro del mondo la notizia che le 358 persone più ricche del pianeta possiedono un patrimonio grande quanto gli introiti annuali del 45% della popolazione più povera - ovvero circa tre miliardi di persone. Tra le varie realtà che stanno dietro alle percentuali ci sono le bidonville, la fame, i soldati mercenari, le bambine prostitute.

Quali sono i temi trattati?

Ogni due mesi uscirà un nuovo numero dell'equomanuale dedicato a un argomento specifico:

  1. Il sistema bancario e la finanza internazionale
  2. Il debito internazionale
  3. La fame nel mondo
  4. La democrazia non-partecipata
  5. L'appropriazione del creato (Available also in English: The Appropriation of Creation)
  6. La salute e la forbice (di Teresa Isenburg)
  7. La decrescita (di Antonella Visintin)
  8. Le armi
  9. I soldi e/o il sesso?

Licenza per Documentazione Libera GNU

GNU Free Documentation License

Ci scusiamo con i lettori e le lettrici per la mancata puntualità delle pubblicazioni rispetto all'originale piano editoriale. Le date di pubblicazione dei prossimi numeri saranno annunciate tramite la stampa evangelica e ovviamente sui siti che ospitano l'equomanuale.

Come è fatto?

Il progetto mira a informare, spiegare, coscientizzare, ma anche a fornire degli strumenti per trasmettere queste conoscenze. Le ultime pagine di ogni capitolo saranno quindi dedicate a presentare associazioni o istituzioni che si occupano della problematica, e a fornire indicazioni su dove ricevere assistenza o aiuto e comunione per cambiare stile di vita. Verranno presentati strumenti mediatici, informatici e liturgici. Ogni capitolo introdurrà in maniera semplice i meccanismi dell'economia internazionale, li discuterà alla luce di alcuni temi biblici e teologici offrendo materiali e link per continuare a lavorare in comunità e individualmente. La presente pubblicazione si rivolge infatti, in primis, a persone che lavorano nelle chiese cristiane: pastori, parroci, leader di gruppi di studio e di animazione e discussione. Saremmo però molto felici se i materiali proposti potessero anche suscitare l'interesse e la curiosità di persone di altre religioni o non credenti con i quali entreremmo volentieri in contatto. Speriamo, inoltre, che possa rivelarsi una benefica lettura per chiunque voglia accrescere la propria conoscenza base sui temi proposti. Invitiamo sin d'ora tutti i lettori a interagire con noi tramite la pagina “in piazza” (in costruzione) nella quale troveranno spiegazioni su come diventare protagonisti del progetto.

Una base spirituale

“Imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate giustizia all'orfano, difendete la causa della vedova!”, così il profeta Isaia ammonisce il popolo ebraico intorno al 700 a.C. Una frase che già da sola costituirebbe ragione sufficiente per le chiese cristiane di oggi per occuparsi dell'economia trattandosi della struttura che opprime, che produce orfani e colpisce duramente chi è vulnerabile perché è rimasto/a solo/a. Tutta la Bibbia è piena di ammonimenti destinati a chi si arricchisce a scapito altrui e di tentativi di correggere dei sistemi economici ingiusti.

Le Chiese prendono posizione

Questa è la ragione per cui le chiese sono chiamate a conoscere il fenomeno e a prendere posizione. Il Consiglio Ecumenico delle Chiese ha discusso nella sua ultima assemblea a Porto Alegre (2006) il documento AGAPE (Alternativa Globale Ambiente, Pace, Economia); la Conferenza Europea delle Chiese (Sibiu 2007) parla di povertà e resistenza al corrente sistema economico nel terzo capitolo del suo documento finale; la Chiesa Luterana ne ha fatto argomento della sua assemblea a Winnipeg nel 2003; la Conferenza Episcopale statunitense sin dal 1986 ha emanato un documento in cui esprime preoccupazione al riguardo. Ma la posizione più articolata finora è stata presa dalla chiesa Riformata che tramite un processus confessionis della durata di dieci anni ha percorso con le sue chiese nel mondo un itinerario di discussioni e interrogazioni delle chiese povere alle chiese ricche. Un lungo processo di coscientizzazione che è sfociato nella confessione di fede di Accra del 2004.

Non ci occuperemo dei temi ecologici, benché il degrado ambientale sia collegato all'incontrollato sfruttamento delle risorse e all'insostenibile sviluppo economico in atto. Ma per ragioni di ampiezza della discussione ci limiteremo a trattare dei temi meno evidenti che a nostro parere sono alla base dell'insano arricchimento di pochi a costo dell'impoverimento di quasi tutti.

Buono studio!

I responsabili, Herbert Anders e Mark Ord


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