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I primi battesimi nel carcere di Massa

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MASSA, 18 maggio 2018 - Lo scorso venerdì 4 maggio, nella casa di reclusione di Massa si è svolta una cerimonia per i carcerati che hanno chiesto il loro battesimo dei credenti. Il culto battesimale, a cui erano presenti diversi familiari dei battezzandi e molti altri carcerati, è stato condotto dai pastori Carlo Santarini e Massimo Torracca.

Nel carcere di Massa, ormai da oltre un anno, viene resa disponibile una cura pastorale evangelica da parte della “Chiesa Acqua Viva” di Massa e della “Chiesa Evangelica Battista” di Sarzana. Oltre al conforto spirituale ai carcerati viene proposto un percorso di riflessione tra la vita vissuta prima della detenzione e quella del carcere visto come un’opportunità per esaminare se stessi e riscoprire altri valori come quelli della fede, della famiglia e della responsabilità sociale  e per affrontare sia la quotidianità di una convivenza coatta che  porre le basi di una ricollocazione nella società al termine della pena.

Il pastore Carlo Santarini, coadiuvato dal diacono Orazio Longo e da Francesco Mosti responsabile del ministero musicale, ha svolto un costante e tenace lavoro di sostegno umano e di guida spirituale sui significati del sacrificio di Cristo sul Golgota e sull’annuncio di grazia che è scaturito da quella croce. In uno di questi fratelli questo lavoro è stato anche la continuazione della relazione d’aiuto già svolta da Susanna e Renzo della chiesa battista di Firenze, nel carcere di Sollicciano.

I nuovi fratelli in Cristo hanno utilizzato il tempo che la detenzione offre abbondantemente, per conoscere, attraverso la lettura diretta della Bibbia, il messaggio di salvezza che abbiamo ricevuto in Cristo e in questo periodo è maturata nei loro cuori la conversione attraverso l’abbandono di  religioni e religiosità che avevano posto Dio al di fuori della loro vita.

Le riflessioni bibliche e gli incontri personali portati dai pastori Santarini e Torracca sono state sviluppate muovendo da quello che significa il “peccato” per giungere, attraverso il giudizio e la giustizia di Dio, al tema della giustificazione per grazia mediante la fede. Negli incontri personali proprio lo sviluppo del tema del peccato ha portato ciascuno a comprendere il valore della grazia.

Tutte le testimonianze portate dai cinque ragazzi sono state piene di riconoscenza verso Gesù Cristo e di speranza nel sostegno dello Spirito Santo per potere condurre una vita guidata dalla Parola di Dio. Tutte queste dichiarazioni di fede meriterebbero di essere riportate nella loro interezza ma, per estrema sintesi, vorremmo ricordare una breve frase espressa da uno dei battezzati che, nella sua semplicità ed intensità, le raccoglie tutte: “Se Gesù fosse una malattia, non vorrei essere  guarito!”

Di questa giornata di testimonianze siamo grati a Dio che ha guidato ogni cosa e ci ha fatto conoscere la sensibilità della Direttrice della casa di reclusione, dottoressa Maria Martone e del dott. Paolo Basco, e la rispettosa professionalità del personale educativo e di vigilanza; anche grazie a loro è stato possibile celebrare questi cinque battesimi di altrettanti detenuti che si sono messi nelle mani di Dio per iniziare un concreto percorso di cambiamento.