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Battesimo a Rovigo

ROVIGO, 28 settembre 2017 - Domenica 17 settembre 2017, grande festa nella Chiesa Battista di Rovigo per il battesimo di Stefano Magrì. Al culto – cui è seguita una gioiosa agape fraterna nel giardino della comunità - hanno partecipato anche parenti e amici. Durante il culto Stefano ha testimoniato la sua fede con queste parole:

Io amo la mia fede. È come se fosse parte di me.
Stefano ha 26 anni, ha gli occhi marroni, due protesi acustiche, i capelli castani e crede che Gesù sia il Cristo, il Figlio del Dio vivente.
Certo, poi ci sono tante altre cose; togliete una di queste e Stefano non esiste più, è qualcun altro ma non Stefano.
La fede è una componente fondamentale della sua persona.
Se anche fosse per me possibile "scegliere di non credere", sarebbe come svegliarmi una mattina e accorgermi di non avere più un braccio o una gamba, o che mi manca la vista.
Sarebbe come privarmi di qualcosa che non solo mi rende integro, ma che mi rende bello, certamente prima di tutto agli occhi di Dio. Che fede è la mia? È un credo assai essenziale: in camera ho appeso alla parete di fronte al mio letto, in posizione tale da poterlo visualizzare ogni mattina appena sveglio, un cartello con su scritto in grande "L’Amore non verrà mai meno"(1 Cor; 13, 8).
Dentro di me il Signore ha posto una forza speciale, ed essa mi dà la possibilità di fare del mio meglio ogni giorno. È il Suo Amore. Mi guardo dentro e contemplo lo sguardo amorevole di Dio Padre; è come se mi dicesse: "Guarda che bello che sei con questa tua fede". Nessuna forzatura alla santità, nessun comando a rinchiudersi in un eremo remoto e lontano dalla civiltà, nessun divieto categorico, nessuna pretesa di perfezione disumanizzante.
Solo: "Guarda che bello che sei con questa tua fede!" Oggi io, andando ad immergermi in questa vasca, è come se rispondessi al suo commento: "Sì Signore, è così. Ti rendo gloria, mio Dio".
Io penso che Dio con noi suoi figli e figlie usi il rinforzo positivo. Non credo in un Dio bonaccione e lassista, ho però fede nel fatto che il Signore Gesù non perda l’occasione di dirci "bravo/a", nella maniera più fiera, solenne - eppure affettuosa - possibile. L’Evangelo è pieno di racconti di gente a cui Cristo esprime la propria approvazione, e non perché abbiano dei meriti particolari, ma semplicemente perché Gesù queste persone le ama.
Forse quando riemergerò dall’acqua non si apriranno i cieli, non ci sarà una luce ad occhio di bue calata dall’alto su di me e una colomba non rimarrà sospesa sopra la mia testa, ma quel "BRAVO" che risuonerà chiaro e potente nel mio cuore sarà un segno più che sufficiente. E risuonerà, certo che risuonerà! Perché io credo che Gesù è Dio, Dio è Amore e l’Amore non verrà mai meno.”

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