CAMPOBASSO, 10 marzo 2010 - Anche a Campobasso c’è stato il primo marzo. Per la prima volta in Italia si vuole riconoscere la presenza di non italiani come parte ormai irrinunciabile della società.
Anche nella provincia meridionale, si prende atto che l’Italia si trasforma, che la sua composizione sociale non è più immutabile, che da terra di emigrazione , che in parte ancora è, il Sud diventa anche terra di immigrazione. Che insomma per qualcuno questo è il Nord , il posto dove vivere una vita migliore di quella che si lascia alle spalle.
Tre-quattrocento persone non sono molte ma neanche poche e comunque sono abbastanza da dare un segnale anche a spettatori sorpresi o sbadati. Tra quelle persone c’erano i battisti della chiesa di Campobasso, la quale ha aderito con convinzione all’iniziativa, che ha visto protagonisti e presenti anche alcuni settori del cattolicesimo più impegnato e tante persone senza alcuna etichetta ma semplicemente desiderose di un paese civile ed accogliente.
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