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Matera: Presentazione del libro Fanino Fanini, un martire della fede

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MATERA, 12  ottobre 2017 - “Nel caso non ci dovessero essere interventi allora puoi …” questo uno degli ultimi messaggi tramite whatsapp dell’editore della Edizioni Magister, Timoteo Papapietro, per organizzare la scaletta dell’incontro  di venerdì 29 settembre dedicato a Fanino Fanini e alla sua straordinaria storia di martire della fede nell’Italia del Cinquecento.  E, invece, non soltanto gli interventi ci sono stati, ma addirittura l’ora e mezza è volata letteralmente via grazie anche all’emozionante voce del soprano Concetta Aquila, accompagnata dal pianista Agostino Lorusso, che ha intonato canti della nostra innologia ma anche pop rock come “You raise me up”.

Ospite d’onore l’autore del libro, il past. Emanuele Casalino, emozionato sia per essere ritornato nella comunità battista di Matera nella quale ha iniziato il suo ministero sia per la gioia di condividere il suo complesso lavoro di ricerca fra gli archivi di Faenza di consultazione di vari testi sulle tracce di questo modesto uomo del popolo, il fornaio Fanino detto “Luterano ed Eretico”, del quale hanno ritenuto di parlare e raccontare anche personaggi influenti, come Giulio da Milano,  e per la cui libertà anche uomini e soprattutto donne nobili hanno lottato e interceduto, come il conte Camillo Orsini o la principessa Renata di Francia.

Questi e altri dettagli della vita di Fanino sono emersi anche durante l’accurata presentazione del past. Luca Reina che ha guidato l’interessatissimo uditorio nelle vicende che hanno caratterizzato la Storia frammentata dell’Italia della Riforma e successivamente della Controriforma e dell’Inquisizione che, purtroppo, ha portato al martirio, proprio in quanto testimone, un uomo semplice ma forte e determinato nella sua fede tanto da dire a chi gli ricordava in carcere che avrebbe lasciato i suoi figli “Io ho lasciato loro il migliore tutore del mondo … il nostro Signore Gesù.”

Questo incontro, dunque, è stato un vero e proprio viaggio indietro nel tempo, agevolato anche da un video su Faenza e le carceri del castello di Ferrara, che ci ha permesso di ripercorrere il cammino di fratelli e sorelle accesi dal messaggio della Riforma i cui Cinquecento anni sono un deciso invito a non rallentare o fermare quel percorso che, per esempio, in Italia ha avuto un carattere anche popolare. L’incontro e il dibattito, moderati da chi scrive, hanno avuto come stimolo alcune domande circa le scelte e le eventuali rinunce, le lotte e l’impegno di chi oggi si professa protestante e prima ancora cristiano/a: sebbene l’epoca storica sia differente, infatti, molti diritti civili vengono ancora violati e la stessa Libertà di coscienza è messa in discussione.