FIRENZE, 14 DICEMBRE 2011 - Modou Samb e Mor Diop, sono le ultime vittime della violenza
razzista, che troppo spesso prende corpo, si materializza e produce morte. La strage di Firenze
non è una tragedia della follia, è omicidio di contenuto razzista.
Cittadini senegalesi, immigrati del mondo impoverito, uomini neri, bersagli indifesi della caccia al nero.
Succede qui a Firenze. Il loro essere neri è il movente.
Ieri il pogrom di Ponticelli, la strage di Castel Volturno, l’aggressione contro i lavoratori africani a
Rosarno, oggi la spedizione punitiva e il rogo del campo rom di Torino e la strage fiorentina. Sono
il punto di arrivo, il risultato deteriore del razzismo quotidiano.
Razzismo esibito negli anni in mezzo all’impunità e all’indifferenza generale. Razzismo che è divenuto strumento di costruzione di consenso politico, segno di una resa culturale e civile.
Gli sciovinisti nostrani dell’opulenza e i militanti della superiorità bianca, godono di troppe complicità.
E la loro ideologia nutre incertezze, paure, diventa risposta politica e crea nefasti effetti materiali e culturali. Troppi cedimenti della politica, troppi cedimenti delle istituzioni, troppa amplificazione mediatica del discorso razzista e xenofobo.
Mentre il militante della estrema destra sparava ai giovani senegalesi a Firenze, c’era chi,alla Camera dei Deputati, presentava emendamenti anti immigrati alla manovra economica del governo.
Due diversi scenari, due diversi strumenti, una stessa categoria di bersaglio. Dall’umiliazione sistematica
della dignità di essere umani, all’eliminazione fisica. Bisogna spezzare questo filo con determinazione.
Come cristiani evangelici, discepoli e discepole di Cristo,come membri di una chiesa multietnica che crede che la multiculturalità sia una ricchezza e una vocazione da vivere con gioia e riconoscenza, come essere umani
dotati di coscienza, come cittadine e cittadini che si riconoscono nella costituzione repubblicana, ripudiamo ogni
tipo di violenza, condanniamo l’aggressione omicida che toglie la vita, rifiutiamo il razzismoe la xenofobia
in ogni sua forma e manifestazione.
Denunciamo l’indifferenza colpevole, le pratiche discriminatorie e la banalizzazione del razzismo, di singoli e istituzioni.
Esigiamo il rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona in quanto essere umano.
Chiediamo allo Stato in tutte le sue articolazioni di esercitare con decisione il suo ruolo di garante del rispetto della vita e dei diritti di tutti, a partire da quelli degli ultimi.
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