Gli interventi di mons. Bianchi, del metropolita Zervos e della pastora Maggi
Roma (NEV), 14 settembre 2011 - La cosa è nota: l'eucaristia è un tema ecumenico particolarmente spinoso rispetto al quale le divisioni tra le famiglie cristiane rimangono ben marcate. E' dunque stato rilevante il fatto che il Congresso eucaristico nazionale, organizzato dalla chiesa cattolica italiana ad Ancona dal 3 all'11 settembre, abbia previsto un incontro ecumenico tenutosi preso la Mole Vanvitelliana la mattina di sabato scorso. “Non siamo qui per risolvere i nodi che ci separano su questo tema, ma per scambiarci delle riflessioni fraterne sulla nostra testimonianza di fede”, ha precisato l'arcivescovo di Ancona, Edoardo Menichelli, nel suo saluto iniziale. Tema dell'incontro era infatti “Eucaristia e vita quotidiana”, attorno al quale si sono ritrovati a riflettere mons. Mansueto Bianchi, presidente della Commissione per l'ecumenismo e il dialogo della CEI, il metropolita ortodosso d'Italia e Malta, Gennadios Zervos, e la pastora battista Lidia Maggi.
Con accenti diversi, tutte e tre le relazioni hanno sottolineato come l'eucaristia cattolica, la Divina liturgia e la Cena del Signore rimandino al mondo nuovo inaugurato da Cristo. In particolare, mons. Bianchi ha riflettuto sul tema “Eucaristia e città”. In quest'ottica la quotidianità si vive nella tensione tra la “città constatata” con tutte le sue contraddizioni e frizioni, e la “città sperata” che rappresenta la novità del mondo nuovo del vangelo. In questa tensione, l'eucaristia, basata sulla logica del dono e del servizio, “diventa forza e spinta verso il bene comune” e la comunità cristiana “il ponte che collega la 'città constatata' con la 'città sperata'”. Il metropolita Zervos ha invece sottolineato come ci sia una stretta relazione tra Divina liturgia ortodossa e vita quotidiana, rappresentata dal lavoro, dalla famiglia, dalla salute. “Rigenerato da questo sacramento - ha spiegato Zervos - l'uomo si interesserà del proprio vicino, abbraccerà i suoi problemi e lo consiglierà al meglio”. La pastora Maggi ha voluto invece sottolineare la sobrietà che caratterizza la celebrazione della Cena del Signore nelle chiese protestanti che, in effetti, hanno privilegiato la predicazione rispetto al sacramento. Tuttavia, anche la sobrietà è utile a sottolineare l'importanza di un gesto, ed è certamente un aiuto a non perdere di vista, nella magnificenza del segno, l'importanza del significato a cui fa riferimento. La comunità cristiana poi non vive per se stessa ma nel servizio per l'altro. Per questo le chiese, al di là delle loro differenze teologiche, dovrebbero concordare un'“alleanza antropologica” che le veda unite in una vocazione al servizio, capace di dare senso alla quotidianità della vita di fede.
All'incontro hanno partecipato anche il pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), e il pastore Luca Baratto. Aquilante ha dato un saluto ai partecipanti dell'incontro sottolineando il legame tra fede e vita quotidiana, in modo particolare in una Italia caratterizzata da una profonda crisi economica, morale e spirituale. All'incontro ecumenico è seguita la visita di una delegazione alla sinagoga di Ancona.
- L'eucarestia e la vita quotidiana. Intervento della past. Lidia Maggi al Congresso Eucaristico nazionale di Ancona 3-11 settembre 2011
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