Prosegue la raccolta firme per "L'Italia sono anch'io"
Domani il 4° D-Day nazionale per la raccolta firme
Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI):
"Gli immigrati non possono essere tenuti a margine del 'patto' di cittadinanza"
ROMA, 20 gennaio 2012 (NEV-CS01) - "Il diritto ad ottenere la cittadinanza italiana attraverso procedure più snelle, trasparenti e rispettose della realtà di fatto, e il diritto a partecipare alle consultazioni elettorali locali sono un salto di qualità della democrazia italiana nel suo complesso, non una 'mano tesa' all'immigrato". Lo ha dichiarato il pastore Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), alla vigilia del 4° D-Day per la raccolta firme a favore della Campagna nazionale "L'Italia sono anch'io", di cui la FCEI è promotore insieme ad altre 19 associazioni e istituzioni. "E' questo che sosteniamo mentre raccogliamo le firme, e che abbiamo voluto rappresentare anche davanti al Presidente della Repubblica - ha proseguito Aquilante -. Gli immigrati che si sono stabilmente inseriti nel contesto di vita italiano non possono essere tenuti ai margini del 'patto' di cittadinanza che tiene insieme la nazione, così come non può esserlo qualsiasi altra minoranza".
Domani i banchetti dei comitati territoriali saranno nuovamente presenti in molte vie e piazze cittadine (l'elenco in allegato) per la raccolta firme a favore di due disegni di legge di iniziativa popolare: il primo, per il diritto di cittadinanza ai bambini stranieri che nascono in Italia; il secondo, per il diritto di voto nelle elezioni amministrative agli stranieri che siano residenti nel nostro Paese da almeno 5 anni. Per presentare le proposte di legge in Parlamento servono entro la fine di febbraio 50mila firme per ciascun disegno di legge.
Secondo i dati di un'indagine realizzata lo scorso dicembre dal Centro italiano studi elettorali (CISE), collegato all'Università di Firenze e alla Luiss Guido Carli il 71% degli italiani ritiene giusto che i bambini nati nel nostro paese da genitori stranieri ottengano automaticamente la cittadinanza italiana, mentre ben l'81% ritiene che gli stranieri regolari che pagano le tasse in Italia debbano poter votare per il Sindaco della propria città. Due risposte che, secondo gli operatori del CISE, fanno emergere il ritratto di “un Paese decisamente disponibile a percorsi inclusivi per l'integrazione dell'immigrazione in Italia”, in stridente contrasto “con la visibilità sui media delle posizioni anti-immigrati”.
La Campagna nazionale è promossa da 19 organizzazioni della società civile: Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fcei - Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei e dall’editore Carlo Feltrinelli. Presidente del Comitato promotore è il Sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio (www.litaliasonoanchio.it).
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