I battisti

Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Alle chiese battiste: una doverosa informazione

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ROMA, 8 agosto 2011 - Da qualche tempo una persona anonima ha dapprima scritto sulla pagina dell'Unione di Facebook e poi ha creato un’apposita pagina nella quale accusa l'Unione Battista di sfrattare una vedova malata oncologica.  Il 25 luglio questa persona si è identificata come Giuseppe Messina. Riteniamo opportuno darvi delle notizie sul caso che lo riguarda per chiarire ogni aspetto e mettere in luce alcune affermazioni non rispondenti al vero che sono state fatte:

  1. gli immobili di Misterbianco sono stati donati all'Ente Patrimoniale dell’UCEBI che ne è diventato proprietario nel 1972; si trattò di donazione senza alcun vincolo di destinazione particolare;
  2. l'immobile in questione fu affittato col fine di creare un reddito che servisse a finanziare le pensioni ai pastori e ai loro superstiti. L'Unione stipulò nell’ottobre del 1975 un contratto di locazione con il signor Orazio Messina per il canone mensile di lire 20.000, somma che, anche all’epoca, era davvero molto modesta e corrisponde attualmente a 106,01 euro. Nel luglio del 1984 il signor Messina scriveva all'Unione chiedendo di poter interrompere TEMPORANEAMENTE il pagamento del canone (che all’epoca corrispondeva ad attuali 27,62 euro) in quanto aveva perso il lavoro. L'Unione autorizzò la sospensione “finché non avrà ottenuto un nuovo lavoro”. Il sig. Messina, preso dalla foga della sua denuncia, dimentica di fare riferimento a questo fatto. Chi conosce il potere della comunicazione saprà che non dire qualcosa corrisponde a non dire la verità;
  1. questa temporanea attesa si prolungò per oltre un decennio. Successivamente alla morte del signor Orazio Messina, avvenuta il 13 febbraio 1997, l'Unione, nel gennaio 1999, scrisse agli eredi chiedendo di regolarizzare la loro posizione di occupanti abusivi stipulando un nuovo contratto, sempre ad un canone agevolato;
  2. Agatino Messina, fratello di Giuseppe, rispose a nome degli eredi che era loro diritto rimanere nell’abitazione a titolo gratuito, così come era stato concesso al padre 15 anni prima, dimenticandosi che si trattava di un’autorizzazione personale e temporanea, motivata dal fatto che il padre fosse disoccupato. Gli occupanti quindi hanno continuato a non pagare il canone arroccandosi nel presunto diritto di occupare l'immobile a titolo di comodato gratuito. Nel frattempo l'Unione ha continuato a sostenere emeriti e vedove senza che anonimi crociati la difendessero;
  3. nell’aprile del 2004, a seguito del fallimento di numerose trattative tentate dall’Ente, è iniziata la causa di sfratto per morosità, conclusasi con la sentenza del 4 ottobre 2010 che dichiara la risoluzione per grave inadempimento del conduttore e condanna i Messina all'immediato rilascio dell’immobile e al pagamento dei canoni scaduti;
  4. è interessante osservare che la causa si è protratta nel tempo anche perché i Messina si erano costituiti in giudizio ed avevano chiesto che il Giudice si pronunciasse sull'esistenza del comodato, domanda che è stata rigettata perché priva di fondamento giuridico e non supportata da alcun documento. Tuttavia, se i Messina ritengono di avere ragione, possono fare appello. E’ evidente che è dovere dell’Ente, stante la sentenza favorevole, procedere nel rilascio dell’immobile per il quale continua a non essere pagato alcun canone. A distanza di mesi dalla sentenza, l’Ente a luglio ha notificato il precetto di rilascio, che è propedeutico per liberare l’immobile e solo dopo tale notifica si è scatenata la reazione del sig. Messina;
  5. l'Ente Patrimoniale mette a reddito il proprio patrimonio immobiliare per poter finanziare le pensioni agli emeriti e alle vedove. Attualmente 22 emeriti e 22 vedove sono sostenuti dal reddito che proviene dagli affitti. Se da domani ogni inquilino decidesse di non pagare più l'affitto, avremmo davanti a noi una situazione drammatica. Le nostre chiese sono sempre disponibili a sostenere chi è nel bisogno, ma abbiamo il dovere di rispondere ai bisognosi che ci sono stati affidati e non prendiamo lezioni da chi non paga un canone di affitto da ben 27 anni.

Ovviamente siamo a disposizione di chiunque vorrà rivolgerci delle domande. Nel frattempo stiamo valutando col nostro avvocato se sporgere querela per diffamazione.

 


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