Roma, 7 giugno 2011
Fra alcuni giorni i cittadini e le cittadine italiani saranno chiamati ad esercitare il diritto più perfetto di una democrazia: dire, senza intermediari, il proprio parere. Il referendum equivale a quell’esercizio di democrazia diretta che noi protestanti amiamo in particolar modo, proprio perché non sono previste forme di intermediazione.
Ogni persona deciderà in piena libertà se esercitare o meno questo diritto e, nel caso decidesse di esercitarlo, se dire di sì o di no ai quesiti referendari. Da parte mia, io dirò di sì a tutti e quattro i quesiti. Dirò di sì convintamente. Dirò di sì, perché a volte bisogna dire di sì. Dirò di sì, perché credo che l’acqua sia un bene comune che non può essere privatizzato. Dirò di sì perché l’energia nucleare è non solo pericolosa, ma anche antieconomica. Dirò di sì perché credo che non debba esservi alcun impedimento per un uomo pubblico a comparire davanti alla legge.
Dunque dirò di sì perché credo nella salvaguardia del creato e nel principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Dirò di sì anche perché voglio con tutta la mia mente e il mio cuore che qualcosa cambi in questo Paese così degradato e impoverito. Dirò di sì da cittadino e da credente. Perché a volte, nella vita, bisogna dire di sì!



Archivio news





