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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Dialogo tra Alleanza Mondiale Battista e Consiglio Pontificio per la Unità dei Cristiani

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ROMA, 7 gennaio 2010 - Dal 13 al 18 dicembre si è tenuto a Roma il quarto incontro del secondo ciclo di dialoghi bilaterali fra Alleanza Mondiale Battista e Consiglio Pontificio per l’Unità dei Cristiani. Il primo ciclo (1984-1988) si concluse con un documento pubblicato nel 1990 dal titolo “Chiamati ad essere testimoni di Cristo nel mondo di oggi”.

 

Le sessioni precedenti di questo secondo ciclo, cominciato nel 2006, si sono tenute alla Beeson Divinity School, della Samford University in Alabama, poi a Roma nel 2007 e infine nel 2008 alla Duke Divinity School, nel North Carolina.

 

A guidare la delegazione battista c’era il prof. Paul Fiddes, della Università di Oxford, mentre capo della delegazione cattolica era il vescovo Arthur Serratelli.

Il  tema complessivo dei dialoghi è stato, dal 2006 ad oggi  “La Parola di Dio nella vita della Chiesa: Scrittura, Tradizione e Koinonia”.

Nella sessione di Roma appena conclusa si è discusso di “Episcopato e Primato nel Ministero della Chiesa”.

Il metodo di lavoro è stato quello collaudato dei dialoghi bilaterali: relazioni introduttive sullo stesso argomento presentate da esperti di entrambe le denominazioni seguite da discussione. Anche questa sessione, come le precedenti, si è  conclusa con la stesura di un documento di sintesi nel quale si sono registrati gli elementi di unità, le questioni ancora aperte e suscettibili di possibili accordi nel futuro e le differenze di fondo che presumibilmente sono destinate a rimanere tali.

La discussione è stata, come sempre, franca e fraterna. Il documento, le cui linee generali sono state concordate dal gruppo, è stato poi affidato ad una commissione ristretta per essere formalmente approvato e pubblicato nella prossima sessione.

Un’intera mattinata è stata dedicata ad un’intervista al Cardinale W.  Kasper che ha raccontato la sua lunga esperienza di teologo impegnato nel movimento ecumenico.

La mia impressione, da unico italiano coinvolto nei dialoghi, è che sia in atto un processo di grande apertura tra i battisti nel mondo verso il cattolicesimo, compresi quei battisti che talvolta hanno storicamente sopportato vessazioni dalla presenza maggioritaria dei cattolici nei loro paesi. La caricature teologiche delle posizioni cattoliche, spesso diffuse nelle chiese battiste, sono obiettivamente rese più difficili alla luce di questi dialoghi.

La chiesa cattolica, d’altra parte, mostra un atteggiamento di maggiore rispetto cristiano delle diversità espresse dalle chiese battiste, le quali sono difficilmente sintetizzabili per intrinseche ragioni ecclesiologiche.

Inoltre, e forse questo può interessare il lettore italiano in particolare, l’impressione che si ricava da quest’ultima sessione, che ha affrontato lo spinoso tema del ministero episcopale e del primato petrino, è che il ministero del Papa risulta oggi alla maggioranza dei Battisti nel mondo più “interessante” che nel passato. E le ragioni per questa apertura sono proprio le stesse che viceversa rendono forte e talvolta aspra la polemica coi cattolici in Italia: le questioni dell’etica e l’opposizione alla secolarizzazione.

 

 


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