Il campo era incentrato sul tema della crisi (Qui c’è grossa crisi! Diamoci un’opportunità) e si proponeva di esaminare le crisi che investono la società, in modo da individuare soluzioni che possano aiutarci a superarle. Nel corso del campo si è cercato di trovare il modo migliore per affrontare le crisi senza restarne schiacciati. In questo lavoro di analisi è emerso che spesso i cambiamenti che la società subisce sono generatori di crisi, la quale colpisce in particolare chi non è sufficientemente flessibile nell’adattare il proprio agire alle nuove condizioni offerte dall’ambiente. Ma è stato anche sottolineato che il credente è chiamato a rispondere alla crisi con i principi enunciati dall’evangelo, e cioè con l’amore, la condivisione e il sostegno reciproco, che ci fanno incamminare sulla via che conduce fuori da ogni turbamento.
Il pur considerevole numero dei partecipanti (127 iscritti) è stato però inferiore alle aspettative, motivo per cui una delle due gite programmate, cioè la minicrociera lungo le coste della Croazia, è stata sostituita, all’ultimo momento, da una più modesta, ma alla fine bellissima, gita tra le Dolomiti friulane.Quella del campo intergenerazionale è una formula unica nel suo genere, che ha lo scopo dichiarato di favorire il dialogo tra le generazioni. E l’obiettivo è stato ancora una volta centrato, se si considera che gli iscritti comprendevano persone di tutte le età: bambini, giovani, adulti e anziani, i quali hanno avuto la possibilità di sperimentare concretamente come l’incontro e il confronto possano favorire la comunicazione e la comprensione reciproca.
La formula utilizzata per le attività giornaliere è stata quella consolidata nelle precedenti edizioni: una piccola meditazione mattutina, ad apertura della giornata (quest’anno a cura del past. Lello Volpe con liturgia a cura di alcuni gruppi di comunità presenti), con il resto della giornata libera (dedicata allo sport e allo svago) fino alle ore 17.00, quando avevano inizio le attività, che si concludevano intorno alle 20.00. Dopo cena era possibile partecipare ad alcuni laboratori facoltativi su: Teatro, Musica, Lettura e Scrittura Creativa, Mettiamoci in gioco, Teologia e I cinque linguaggi dell’amore (laboratorio per coppie).Le sessioni di lavoro pomeridiane sono state dedicate alla simulazione della gestione di una crisi aziendale, all’informazione deformata, alle crisi nelle comunità e nell’ambiente. Infine, nell’ultima sessione dei lavori, dal titolo “Prenditi cura di te”, ci si è concentrati sulle crisi individuali.La serata del sabato è stata dedicata all’ascolto del concerto gospel offertoci dal coro Harmony Gospel Singers al quale hanno preso parte anche numerosissimi ospiti del Ge.Tur.
Domenica mattina, a chiusura del campo, si è avuto il culto comunitario, a cura di Anna Maffei, con il contributo dei vari laboratori e con la partecipazione dei bambini che hanno voluto offrire il loro punto di vista, frutto di un percorso da loro compiuto sui temi trattati dagli adulti nella settimana, sotto la guida della past. Gabriela Lio e di altri volontari.Attività, laboratori e incontri di questo meraviglio campo intergenerazionale hanno contribuito a renderci più consapevoli di quello che accade intorno a noi e ci hanno fatto riflettere sull’essenza della crisi - termine che nella sua etimologia significa scelta, decisione, e quindi comprende anche il concetto di opportunità - insegnandoci a cogliere le opportunità che inevitabilmente ogni crisi,e quindi ogni scelta, comportano.
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