Ci sono analogie tra il racconto di cui sopra e le varie Raab o escort di cui si legge oggi in alcuni (pochi, troppo pochi) quotidiani. Una cosa appare chiara: emerge una disaffezione per il “re di Gerico” anche in chi potrebbe accontentarsi dell'uovo oggi. Questa disaffezione o, meglio, totale mancanza di fiducia nel “re di Gerico” non è cosa nuova in molti italiani, tuttavia non è riuscita a farsi strada. Si è detto che la causa va ricercata nella mancanza di informazione o nelle notizie interessate e nelle mezze verità che circolano all'interno di Gerico. Si è detto che sono troppo agguerriti e troppo astuti quelli che stanno alla corte del “re”. Si è detto che la cultura del quieto vivere fa mancare lo scatto d'orgoglio ed è più forte di quella dell'eroe. Si è detto che chi avrebbe dovuto levare la voce per denunciare gli abusi ha preferito stare zitto per paura di perdere privilegi. Si è detto che a Gerico manca l'etica protestante. Si è detto che il sistema è fragile e viene piegato agli interessi del più forte. Si è detto...anzi si sono dette molte cose, spesso una in contrasto con l'altra, nel tentativo di presentare l'uovo di Colombo, la proposta risolutiva. Forse è difficile dire la parola ultima, sappiamo che possiamo dire soltanto parole umane, parole penultime, e che suonerebbe come una grande presunzione elevarsi al di sopra degli altri e dire “Dio lo vuole”.
Tuttavia, come persone che orientano la propria vita in base a scelte di fede e non in base a calcoli che con la fede non hanno nulla a che vedere, non ci rassegniamo alle prevaricazioni, non ci rassegniamo alle leggi che violano i diritti umani, che perpetuano privilegi a favore di chi dovrebbe portare un peso maggiore. Non ci rassegniamo all'idea che il popolo debba sempre aspettare un leader, capace di aggregare consensi, mentre non sa mai trovare in sé la forza del riscatto. Non c'è alcuna garanzia che il leader di turno non sia un pifferaio interessato o maldestro. Ecco perché ammiriamo il coraggio di Raab, quel coraggio che l'ha posta in opposizione al suo re, e ammiriamo la sua capacità di scorgere l'opera di Dio là dove altri vedono soltanto immagini sfocate e confuse. Nel racconto biblico Raab appare come persona in grado di cogliere l'agire di Dio nella storia e di formulare una precisa confessione di fede: il Signore, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra (Gios. 2:11). La vediamo come un profeta che sa spiegare come Dio agisce e ci dice che se presteremo ascolto all'agire di Dio, vedremo crollare finanche le mura di Gerico. Sarebbe bello poter dire: siamo tutti/e Raab.
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