Proprio la regolare frequentazione degli istituti di pena ci ha troppo spesso portato a constatare le condizioni difficili, a volte drammatiche, in cui i detenuti scontano la loro pena o/e attendono i vari gradi di giudizio, particolarmente nei luoghi di pena più grandi e più affollati.
La nostra pastorale ci porta sempre ad ascoltare attentamente le loro storie di vita. Molto spesso queste persone hanno alle spalle storie drammatiche di emigrazione, a volte di fuga da regimi oppressori. Venuti in Italia e costretti dalla mancanza di una politica di integrazione all’angolo della marginalità, cadono a volte nelle maglie della criminalità come ultimi e più fragili anelli della catena. Sono i poveri quelli che oggi in Italia affollano le carceri. Chi delinque ed è ricco e potente ne rimane fuori.Il 14, 15 e 16 agosto parteciperemo alle delegazioni istituzionali che visiteranno le carceri di tutta Italia con nostri pastori e ministri, segnalati fra quelli già regolarmente impegnati nella cura spirituale ai detenuti e quindi attenti alle loro necessità e conoscitori degli annosi problemi che li affliggono. La nostra adesione è convinta anche perché proviene da una grande preoccupazione, quella che la situazione del sovraffollamento delle carceri, e di conseguenza la situazione lavorativa di tutti gli addetti alla custodia, la sofferenza e le violazioni dei diritti alla difesa dei detenuti italiani e stranieri si aggravino ulteriormente con l’entrata in vigore del cosiddetto “pacchetto sicurezza” che contiene alcune norme di chiaro stampo razzista che tendono a criminalizzare gli immigrati irregolari e coloro che cercano di aiutarli.
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