I battisti

Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Il periodo di crisi economica di cui molti in Europa e altrove hanno sofferto in questo ultimo anno, ha impedito a molti di partecipare a questo lungo week-end olandese, tuttavia circa 850 persone provenienti da  57 paesi  d’Europa, Medio Oriente e Centro Asia, sono convenuti all’importante appuntamento punteggiato da culti e studi biblici in plenaria, momenti di rievocazione storica, seminari di approfondimento e gruppi di lavoro a tema.

Tony Peck

Tony Peck

Alla luce di quanto ascoltato e visto in questi giorni il battismo appare come un movimento di credenti molto diversificato al suo interno, generalmente molto vitale. In esso non mancano leader di spicco e studiosi di livello ma, come avveniva agli esordi, i battisti sono più che altro un popolo confessante di diaspora, un po’ dappertutto di minoranza, e quindi attivo e spinto da spirito missionario. Al suo interno convivono Unioni e chiese di tendenza conservatrice e Unioni e chiese aperte e progressiste, chiese gelose della propria identità storica ed altre più pronte al confronto ecumenico e interreligioso, chiese alla ricerca di nuovi linguaggi liturgici e musicali, altre chiese di tendenza carismatica e altre ancora più rigidamente rispettose della tradizione. Tutte però appassionate della Bibbia e della preghiera, attive nella difesa dei diritti umani e civili, particolarmente della libertà di coscienza e di religione.

Tutte in cammino e più o meno tutte in consapevole trasformazione. La storia e le diverse culture hanno segnato le maggiori differenze fra le chiese battiste dei paesi occidentali e quelle dell’est, le prime maggiormente in dialogo con la cultura, le seconde di tendenza più conservatrice, con alcune interessanti eccezioni.  Ma, come si è detto, le cose sono in movimento e ora che le comunicazioni sono più agevoli e i giovani  dappertutto parlano fra loro in inglese sulle messaggerie di mezzo mondo, ci sarà ancora più mescolanza e contaminazione culturale. Le cose anche all’est stanno già cambiando e alcune predicazioni di giovani leader battisti dell’est ce lo hanno testimoniato. Ma i battisti sono attivamente presenti anche nel Medio oriente e durante la celebrazione i partecipanti hanno assistito ad un video commentato in arabo e girato in Giordania dove qualche mese fa si è svolta la cerimonia di dedicazione di un sito sulle sponde del fiume Giordano che è stato donato dal principe regnante proprio ai battisti, rappresentati dai leader dell’Ebf e dell’Alleanza mondiale battista (AMB).   Alla cerimonia in Giordania, che si è conclusa con 120 battesimi per immersione, ha inaspettatamente presenziato e ha perfino predicato l’ex premier britannico, Tony Blair, recentemente convertitosi al cattolicesimo. E’ proprio vero che oggi le testimonianze cristiane, i popoli e i credenti si mescolano in maniera mirabile e nei luoghi più inattesi!

Durante l’intera celebrazione di Amsterdam 400 sono state ricordate situazioni in Europa, Medio Oriente e Centro Asia dove battisti ed altre minoranze religiose sono perseguitati,  impediti o ostacolati nell’esercizio della propria fede e nella pubblica testimonianza. Particolarmente grave la situazione delle minoranze religiose in Azerbaijan, Turkmenistan e Uzbekistan. Per queste situazioni sono state richieste preghiere e sono in corso specifiche campagne di sensibilizzazione e iniziative diplomatiche.

L’incontro Amsterdam 400 è stato preceduto da un convegno organizzato dal gruppo antitratta della stessa Federazione battista europea che ha avuto al centro dei propri lavori il rafforzamento della rete europea di sostegno alle vittime della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale e una riflessione condivisa sul problema della crescente “domanda” che è alla base dello sfruttamento delle donne e della spasmodica ricerca da parte dei trafficanti di sempre nuove giovanissime ragazze da mettere sul “mercato”. La situazione olandese dove da tempo la prostituzione è stata legalizzata e dove le ragazze sono liberamente esposte in “vetrina” nei quartieri a luci rosse, insieme alla testimonianza di alcune fra queste ormai divenute credenti e fuori dal giro di prostituzione, hanno fornito un sofferto e unico laboratorio di riflessione e preghiera per tutti i partecipanti.

Subito dopo le celebrazioni europee Amsterdam 400, ha avuto luogo dal 27 luglio al 1° agosto ad Ede, sempre in Olanda, il consueto appuntamento annuale della Alleanza mondiale battista.  Anche quest’ultimo incontro che ha visto riuniti 359 delegati provenienti da 53 unioni battiste da tutto il mondo è stato segnato da rievocazioni storiche e incontri di riflessione a partire dalla rivisitazione delle radici battiste in terra d’Olanda.

Difficile riassumere i ricchi contenuti di questa convocazione i cui materiali verranno man mano pubblicati e messi a disposizione sul sito dell’Alleanza. Qui in ambito mondiale il grido di dolore delle vittime della violenza contro le minoranze religiose  si è fatto ancora più forte e doloroso. Proprio in quei giorni uccisioni e violenze contro i cristiani in Nigeria sono state oggetto di preoccupazione e di sofferta preghiera comunitaria. Ma si sono ascoltate testimonianze delle vittime anche di guerre e conflitti non soltanto legati al fanatismo religioso che ancora insanguinano l’Africa, l’India, il Myanmar e insieme a queste testimonianze di uomini, donne e giovani impegnati in prima persona e a partire dalla propria fede per la riconciliazione e la pace.

Fra le voci di maggiore spessore quella di Leena Lavanya Kumari, indiana, che il 1° agosto ha ricevuto il premio per i diritti umani per il suo apostolato instancabile a favore delle donne ridotte in schiavitù della sua città, per il suo coinvolgimento anche sociale e politico a favore delle popolazioni più povere della sua regione, per la sua opera in favore di persone affette da lebbra e Aids, per il suo incredibile impegno di evangelizzazione che ha portato alla nascita di ben 40 comunità nei luoghi più remoti e deprivati dello Stato di Andhra Pradesh. Leena era accompagnata dai suoi genitori che ha pubblicamente ringraziato per tutto quello che da loro ha ricevuto e in primo luogo per non averla soppressa al momento della nascita, come purtroppo ancora capita a molte bambine nelle famiglie disagiate del continente indiano.

Fra le mozioni approvate dal consiglio generale un impegno forte nel campo della rivoluzione verde per contrastare effetto serra e cambiamenti climatici, l’accoglimento di due nuove Unioni battiste membro, la riconferma di Neville Callam come segretario generale dell’Alleanza per altri 5 anni e la nomina, che andrà in vigore fra un anno, del nuovo presidente nella persona del pastore John Upton, segretario esecutivo dell’Associazione generale battista della Virginia, che è stato predicatore ospite dell’UCEBI in occasione dell’ultima Assemblea generale.  


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