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Unione Cristiana Evangelica Battista d‘Italia

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Caro Monsignor Bagnasco...

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Caro Monsignor Bagnasco...

di Raffaele Volpe


ROMA, 1 aprile 2009 - Caro Monsignor Bagnasco, desidero rivolgermi a lei personalmente, anche perché questo è l’unico spazio pubblico che ho. Lei ne ha molti di più e quindi mi perdonerà se da questo luogo remoto le parlo direttamente. Anch’io sono un pastore della chiesa, come lei e siccome ho letto da un quotidiano che, in una sua prolusione, si è lamentato per gli attacchi, i richiami e le polemiche pretestuose rivolte al suo papa, Benedetto XVI, vorrei rivolgerle alcune mie personali considerazioni.

Lei si è lamentato perché, a suo dire, si è prolungata troppo a lungo la discussione intorno a quel vescovo lefvebriano che nega lo sterminio degli ebrei e la cui scomunica è stata cancellata dal suo papa. Lei si è anche lamentato del fatto che il suo papa sia stato irriso ed offeso in occasione del suo viaggio in Africa sulla fastidiosa questione dei preservativi. La sua lamentela si è conclusa con un riferimento al caso Englaro e con una esortazione ai politici affinché facciano una legge sul testamento di fine vita che corrisponda il più possibile alla sua idea di vita e di morte. E’ strano tutto questo: avrei pensato che lei annunciasse un silenzio stampa, come succede nel calcio quando una squadra pensa di aver subito un torto.

Mi sarei aspettato che, come protesta, a tanta ingiusta esposizione pubblica, lei avesse dichiarato che la sua chiesa e il suo papa avrebbero fatto un digiuno della parola. Non avrebbero rilasciato alcuna dichiarazione. Un silenzio, insomma, che denunciasse l’ingiusta aggressione subita. E invece no, lei ha di nuovo chiesto ai nostri politici di fare delle leggi secondo le sue idee. Non mi fraintenda, credo che sia nel pieno suo diritto fare tutto questo. Ma deve anche capire che se lo fa, si espone inevitabilmente al confronto democratico delle idee e al naturale rischio di essere criticato e a volte anche frainteso. Fa parte delle regole del gioco. Non credo che lei pensi di poter comparire tutti i giorni per televisione senza correre il rischio che qualcuno dica pubblicamente di non essere d’accordo con lei. Non è vero? I miei più sinceri saluti.