Il testo del messaggio
ROMA, 8 aprile 2009 - Care sorelle e cari fratelli, come tutti voi sono addolorata per la morte e l’immane distruzione provocata dal terremoto che ha colpito l’Aquila e alcuni paesi vicini. E come per tutti voi anche il mio pensiero si sofferma in preghiera perché lo Spirito del Signore si faccia presente come il grande consolatore, lo stesso da Cristo inviato per subentrare alla sua assenza dopo il suo ritorno al Padre. Che Egli sia presente a sostenere i feriti, a consolare le famiglie delle vittime, a dar forza a chi ha perduto la casa e i propri averi. Che Egli dia forza e saggezza a chi in queste ore si sta spendendo per dare soccorso e conforto.Come molti di voi sono anche indignata nello scoprire ancora una volta che molti lutti potevano essere evitati se vi fosse stata la dovuta cura e attenzione antisismica nel costruire case e edifici pubblici e privati. Ancora una volta ci rendiamo conto che gli interessi economici e lo spirito di pura speculazione intervengono a renderci più fragili e vulnerabili in caso di calamità naturali del tutto prevedibili come quella che tanto dolore sta provocando. C’è ancora moltissimo da fare in questo campo, c’è da vigilare e da far crescere la partecipazione in vista della salvaguardia del territorio e del patrimonio storico e architettonico di cui il nostro paese è così ricco. Se si lavorasse risolutamente per la sicurezza, non per agitare spauracchi razzisti, ma per evitare tragedie come quelle che hanno colpito oggi l’Abruzzo, tutti ci sentiremmo davvero più tutelati e più al sicuro.
Sollecitata da molte telefonate che chiedevano informazioni rispetto alle conseguenze del terremoto sulle nostre chiese, vorrei dirvi che l’area dove è ubicata la nostra unica comunità abruzzese, cioè quella di San Benedetto dei Marsi non ha ubito conseguenze a causa del sisma. La stessa cosa possiamo dire per quanto riguarda la chiesa metodista di Villa San Sebastiano e le chiese sorelle avventiste e della Federazione delle chiese pentecostali. Ci sono purtroppo state invece conseguenze disastrose per quanto riguarda due chiese delle Assemblee di Dio. Ho raggiunto il presidente delle Assemblee di Dio in Italia, pastore Felice Antonio Loria, per comunicargli la nostra solidarietà ed avere notizie aggiornate sulle persone ancora disperse. Un bimbo di 6 anni e mezzo di una famiglia romena è purtroppo morto sotto le macerie della loro casa mentre l’altro fratellino si è salvato anche se con alcune fratture, un’altra persona risulta ancora dispersa mentre scriviamo. Il locale di culto dove la comunità di circa 40 persone si riuniva è in parte crollato. I fratelli e le sorelle delle ADI si stanno adoperando per dare cibo e soccorso alle vittime e siamo in contatto con loro per sostenerli in progetti più impegnativi che saranno messi in campo nelle prossime settimane.
Ho saputo che ci sono persone delle nostre chiese impegnate in squadre di soccorso della protezione civile. Ho parlato con Maurizio Iulianella della Chiesa di San Benedetto dei Marsi, che ieri era sul posto quale volontario della Protezione civile,e mi ha riferito che attualmente la protezione civile consente nelle zone del sisma soltanto il passaggio di mezzi di soccorso e di personale autorizzato e che ci sono sufficienti persone e mezzi coordinati dalla Protezione civile che sono accorsi da tutta Italia per aiutare. La chiesa di San Benedetto ha anche offerto la disponibilità dell’alloggio di servizio ubicato sopra la sala di culto per ospitare qualche famiglia di vittime del terremoto ma la tendenza attuale delle persone colpite è quella di voler restare nelle tende nei pressi delle proprie abitazioni.
Ho ricevuto innumerevoli e-mail da Unioni sorelle e amici battisti di tutto il mondo. Fra questi i Battisti della Virginia, ella Lott Carey, le American Baptist Churches, la Fraternità di Cuba e tanti che abbiamo incontrato nella conferenza di pace del febbraio scorso. L’Alleanza Mondiale Battista e la Federazione Battista Europea si sono resi disponibili per qualsiasi necessità. Tutti chiedono nostre notizie e si uniscono alla nostra preghiera per tutte le vittime e per i soccorritori impegnati in queste ore nel penoso lavoro di scavo e nell’assistenza ai feriti e a coloro che hanno perso tutto. La Federazione ha aperto una sottoscrizione per chi voglia concretizzare la propria solidarietà con un’offerta. Anche all’Unione è possibile inviare offerte specificando nella causale “Terremoto in Abruzzo”.
Ecco gli estremi per versare il vostro contributo:
conto corrente postale n. 23498009
intestato all’Ente Patrimoniale dell'U.C.E.B.I.
oppure
conto corrente bancario n. 8 presso la Banca Nazionale del Lavoro - Ag 15
Abi: 01005 - Cab: 03215 - Cin: S
Via della Rosetta 1 - 00186 Roma
IBAN: IT31S0100503215000000000008
intestato a ENTE PATRIMONIALE U.C.E.B.I.
In questa settimana in cui in tutte le chiese facciamo memoria delle sofferenze subite da Gesù, ricordiamo a noi stessi e al mondo che noi crediamo nel Dio di Gesù Cristo che non è estraneo ma partecipe ai nostri travagli, ma anche che ha vinto la morte una volta per tutte per aprirci alla speranza.
Che il Signore conforti gli afflitti secondo la sua promessa,
Anna Maffei



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